Progetto sostenuto dalla Chiesa Valdese 2026

 

Il contributo della Chiesa Valdese per l'anno 2026 sosterrà i progetti di sostegno psicologico in Terapia Intensiva Pediatrica e in Degenza comune.

 

Degenza comune

Da Dicembre 2022 il progetto prevede l’inserimento della figura professionale dello psicologo all’interno dell’equipe di cura del reparto di degenza comune dell’Ospedale dei Bambini di Parma per tre giorni alla settimana, con una durata di tre ore ciascuno. Le principali azioni dello psicologo in pediatria sono:

  • Intervento psicologico individuale e familiare
  • Supporto emotivo a bambini e famiglie nel delicato momento dell’ospedalizzazione
  • Supporto alla genitorialità per sviluppare strategie efficaci per affrontare i problemi di comportamento dei loro figli e per promuovere un ambiente familiare sano e positivo
  • Formazione e consulenza al personale medico e sanitario per aumentare la consapevolezza sulle problematiche psicologiche dei bambini e per promuovere la prevenzione e il trattamento precoce del disagio.

Lo psicologo è a disposizione del personale medico-infermieristico per accogliere segnalazioni, indicazioni e chiarimenti relativi a situazioni specifiche rilevate per attivare percorsi di sostegno psicologico rivolti ai bambini e alle famiglie. Inoltre è disponibile ad accogliere direttamente le richieste di aiuto rivolte dalle famiglie e dai minori ospedalizzati. Nell’anno 2023 afferiscono a questo progetto anche i pazienti affetti da MAR ( malformazioni ano-rettali) e con interventi di chirurgia complessi con possibili esiti invasivi e invalidanti

Terapia intensiva pediatrica

La Terapia Intensiva Pediatrica (TIP) è un reparto di emergenza, dove si ricoverano pazienti pediatrici in condizioni critiche, che necessitano di cure intensive per trattare patologie che mettono a repentaglio la vita in modo acuto, per alterazione di organi o funzioni vitali. Per tale ragione questi pazienti necessitano un continuo monitoraggio e spesso procedure invasive. Le condizioni critiche dei piccoli pazienti ricoverati spesso impongono ai medici rianimatori di prendere decisioni difficili, a volte in brevissimo tempo. Un tempo che è imprevedibile e non programmabile anche per i genitori, i parenti, i pazienti (quando coscienti), i quali devono imparare a fare i conti con l’incontrollabile, con i tempi lenti. Nel peggiore dei casi, anche con la morte. Considerando questi fattori, e non sono tutti, viene già facile immaginare quanto possa essere di aiuto un sostegno psicologico costante per chi vive la realtà di questo reparto, indipendentemente dal ruolo che ricopre. È importante sostenere psicologicamente chi quotidianamente fa i conti con l’emergenza, con il dolore sia emotivo che fisico, con l’incertezza, con il lutto. A tale scopo è utile la presenza di una figura professionale quale lo psicologo-psicoterapeuta per aiutare e sostenere i pazienti, ma soprattutto i famigliari, nell’affrontare una situazione tanto critica quanto, spesso, “inaspettata”. In queste situazioni emergono comprensibilmente vissuti di choc, smarrimento, negazione di quanto sta accadendo. Diventa quindi importante contenere i vissuti emotivi che emergono, aiutare le persone ad individuare risorse utili ad affrontare l’avversità del momento, facilitare una prima elaborazione del trauma, se presente. Al tempo stesso è importante sostenere chi lavora tutti i giorni in condizioni di emergenza, favorendo la cooperazione, l’emergere dei bisogni, la condivisione dei vissuti, l’elaborazione del lutto. Per quanti si pensi comunemente ed erroneamente che “ci si abitua”, non è così. I vissuti emotivi non affrontati e non adeguatamente elaborati creano vuoti e distanze, che a loro volta interferiscono con il lavoro. Per tali motivi diventa importante non tralasciare questo aspetto.

OBIETTIVI:

  • Sostenere i pazienti e i famigliari nella gestione di una situazione di emergenza
  • Individuare i bisogni dei pazienti e dei famigliari
  • Facilitare l’elaborazione dei vissuti emotivi che emergono in situazioni di emergenza e stress
  • Accompagnare i pazienti e i famigliari nel percorso di recupero
  • Facilitare l’elaborazione del trauma, se presente
  • Facilitare l’elaborazione del lutto
  • Sostenere il personale medico-infermieristico nella gestione dei vissuti emotivi emersi

MODALITÀ:

  • Colloqui di supporto e sostegno psicologico tre volte a settimana
  • Colloqui personali su richiesta da parte dei pazienti, famigliari e/o personale sanitario.

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